di Giuseppe Longo

PORDENONE – Platea del Teatro Verdi gremita, ieri sera, con lunghissimi e calorosi applausi per la Gustav Mahler Jugendorchester appena rientrata dal Summer Tour in Europa e che, con la direzione di Philippe Jordan, ha offerto una stupenda interpretazione della monumentale Sinfonia n. 4 (Romantica) di Anton Bruckner, seguita alla magistrale lettura della Musica per archi, percussione e celesta, una fortemente coinvolgente pagina di Béla Bartók. Si è trattato di un grande momento musicale che si inserisce a buon diritto fra le tappe di avvicinamento alla Capitale italiana della cultura 2027. E oggi, 1 settembre, la Gmjo torna sul palco dello stesso teatro cittadino per eseguire la Sinfonia n. 7 di Gustav Mahler, il grande compositore austriaco che dà il nome alla stessa orchestra giovanile fondata dall’indimenticabile Claudio Abbado. Un’opera che occuperà l’interno concerto (ore 20.30) considerata la sua vastità, in quanto dà vita a una complessa partitura che dopo i sognanti momenti della Nactmusik conduce a un finale allegro moderato ma energico, come indica lo stesso autore. Una nuova prova orchestrale imponente che fa il paio con la trascinante sinfonia bruckneriana. Una pagina che richiama l’immaginario delle serene atmosfere del romanticismo tedesco, tanto che il sottotitolo all’opera in mi bemolle maggiore venne coniato dallo stesso compositore conterraneo di Mahler. Bellissime e di grande suggestione già le prime battute della composizione con il corno che emerge tra il sommesso sottofondo degli archi, grandi protagonisti in tutta tessitura dell’opera, ma che poi in altre occasioni “dialogano” con i fiati regalando momenti di grande intensità e partecipazione emotiva.

Dopo aver toccato le più prestigiose capitali della musica sinfonica europea, la Gmjo è tornata dunque a… casa sotto la guida di Philippe Jordan, direttore d’orchestra e pianista svizzero fra i più stimati e richiesti della scena musicale internazionale, per offrire al pubblico pordenonese – da anni ormai affezionato all’orchestra – programmi di ampio respiro che suggellano un intenso percorso artistico avviato proprio nella città del Noncello, che come si diceva sta per vivere l’entusiasmante anno della Capitale italiana della cultura. Così ieri sera la Gustav Mahler ha incantato la platea del Verdi con la intensa pagina di Béla Bartók, uno dei più grandi capolavori del Novecento. Seguita, appunto, dalla “Romantica” di Bruckner che ha dischiuso un paesaggio completamente diverso, “rapendo” letteralmente la platea che ha ricambiato con lunghi e calorosissimi applausi, con numerose chiamate sul palco del maestro Jordan.
I due concerti chiudono, dunque, l’estate ma non il rapporto tra la Gmjo e Pordenone. Come abbiamo già riferito, l’Orchestra sarà infatti protagonista anche nella programmazione 2026/2027 a partire dal concerto del prossimo 8 novembre, con oltre cento orchestrali diretti da Cristian Măcelaru, seguito da uno dei momenti più attesi dell’intero cartellone: il 13 giugno 2027 farà ritorno sul podio del Verdi Kirill Petrenko, oggi fra i direttori più celebrati al mondo, che affronterà con l’orchestra uno dei vertici assoluti del repertorio, la Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler. Un nuovo, grandissimo omaggio della Gmjo al compositore che ricorda nella sua denominazione. Per cui è proprio il caso di dire: Arrivederci!

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In copertina e all’interno alcune immagini del concerto al Teatro Verdi diretto dal maestro Philippe Jordan.

(Foto di Stefano Covre – Teatro Verdi Pordenone)

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